Il peperoncino è una pianta annuale, fa parte della famiglia delle solanacee come la melanzana e la patata ed appartiene al genere Capsicum. Il suo nome deriva dal latino “capsa”, che significa scatola, per la particolare forma dei suoi frutti.

Era coltivato e utilizzato come spezia in Messico ed in Perù già nel 5500 a.C. ed è arrivato in Europa grazie a Cristoforo Colombo che lo ha importato dopo la scoperta dell’America e oggi è coltivato in tutto il mondo.

Il peperoncino può essere sfruttato per gli innumerevoli benefici terapeutici.

Per le sue proprietà vasodilatatorie, il peperoncino migliora la circolazione, è un ottimo cardioprotettivo e anticolesterolo, mentre per le sue proprietà analgesiche è impiegato per lenire il dolore osseo e muscolare dovuto a fibromialgia, stiramenti ed artriti.

Per non parlare delle proprietà antibiotiche. Pare che già i nativi americani lo utilizzassero come potente antibiotico. Il peperoncino si rivela effettivamente un buon coadiuvante naturale in caso di infezioni causate da virus e batteri come bronchiti e polmoniti. Esercita inoltre una buona funzione antibatterica e antivirale anche nei confronti di disturbi più leggeri come laringiti, otiti, mal di gola, afte e raucedine.Infine grazie presenza della vitamina E si è guadagnato il titolo di potente afrodisiaco.

Per concludere sia abbina bene a quasi ogni piatto: dagli antipasti ai dolci.

Che sia quindi dolce, poco o molto piccante il peperoncino è una spezia saporita e dall’inaspettato potere terapeutico.